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elena tempestini serendipità

di Elena Tempestini

Ogni favola è un gioco, ma la favola non è la realtà. Se la bella e inconsapevole addormentata attenderà decenni in mezzo al bosco, per avere un bacio che la risveglierà, quella gran culo di Cenerentola francamente di questi tempi non so che fine farà. Potrebbe sembrare un gioco di parole e invece è l’intricato caos geometrico che applichiamo al nostro pensiero nel raccontarci l’amore. Si, spesso l’amore c’è lo raccontiamo rendendolo un problema matematico da risolvere e non uno stato di euforia da vivere. Praticamente un’equazione di vita che non torna mai nel risultato. Forse sono le aspettative del principe azzurro che ci hanno propinato da bambine, quando credevamo che i maschi indossassero una calzamaglia color ceruleo. Un trauma passare dalla figura del principe azzurro di Walt Disney, ai film romantici per poi rendersi conto che siamo più delle Bridget Jones che annaspano in complicate giornate quotidiane.  Le donne e gli uomini perfetti, che la letteratura e il cinema ci proponevano ogni momento, sono un attimo in crisi di identità. E se una panacea temporanea per risolvere il problema, era lo shopping compulsivo, ecco che è stato ucciso insieme all’uomo ragno e alle industrie di caffè per mancanza totale di fondi. Ci siamo trovate all’improvviso nella globalizzazione cercando di comprare aspettative. Ci stiamo relazionando con un mondo virtuale che non ci obbliga più a guardarci negli occhi. E si mie care, praticamente ci stiamo evolvendo in una razza aliena di criceti che girano sulla ruota: tutti fratelli, tutti uguali tutti connessi, tutti appartenenti allo stesso gruppo e tutti con le stesse problematiche che ci raccontiamo in infiniti messaggi vocali che interrompiamo all’improvviso con una faccina o un pollicione alzato. Se la vita è precaria di suo, in amore siamo diventati dei pendolari a contratto a termine, abbiamo perso quello stupore che fa parte della natura dell’uomo. Abbiamo timore della casualità e dell’imprevisto, abbiamo il terrore di non avere sotto controllo la nostra vita. E se ci fosse un algoritmo che spiega come risolvere l’equazione dell’amore? La Serendipita’ è quel termine che evidenzia la capacità o la fortuna di fare per caso inattese e felici scoperte mentre si sta cercando altro. La Serendipita’ è quella forza dentro tutti noi, che ci spinge a guardare e vivere il mondo che ci circonda senza schemi fissi. Cosa c’entrano i sentimenti e l’amore con la Serendipita’ direte voi? Ed è proprio in questa domanda che la vita diviene risorsa, riuscendo a sfruttare la casualità a nostro favore. Amore è avere una mente aperta verso nuove opportunità, accendere una luce dove vedevamo solo buio. Siamo tutti strumenti del caso e delle scelte altrui, vediamo il giusto o l’ingiusto a seconda della prospettiva dalla quale guardiamo. Le opportunità inaspettate non si possono vedere se guardiamo solo la strada, il cellulare, ascoltiamo il ronzio dei pensieri, ci sentiamo vittime che subiscono la vita con la rabbia di non riuscire a viverla. Perché alla fine non c’è una medaglia da conquistare, ed è inutile che corriamo da una parte all’altra, sempre senza tempo, dimenticando il motivo del perché corriamo. Ciò che rende davvero felici è scoprire il talento che è dentro ognuno di noi, è aprire gli occhi non per guardare ma per riuscire a vedere, cogliere le occasioni e le opportunità, ma soprattutto, allenare la capacità di reagire positivamente alle avversità per rialzarci più forti e consapevoli di prima. L’amore è un salto nel vuoto che non implica mai il possesso o una necessità, è quella quiete che ci equilibra, è la forza di imparare ad amare noi stessi per avere la forza e la passione di permettere ad un altro essere umano, di affiancarci lungo la strada che percorriamo. Metri o chilometri non avranno importanza se sapremo trarne il meglio. Guardate la semplicità della natura: le rose non hanno bisogno di predicare, si limitano a diffondere il loro profumo: siate rose, anche con un altro nome, conserverete sempre il vostro profumo.

Elena Tempestini

Elena Tempestini è una scrittrice e giornalista che si occupa di storia. Fiorentina, positivamente ironica, rimasta vedova con due figli ha fatto suo un motto: “possiamo lamentarci perché i cespugli di rose hanno le spine, ma anche gioire perché i cespugli spinosi hanno le rose”.  

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