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La quarta puntata di Temptation Island è una serie infinita di perle e colpi di scena.
Non oso pensare a cosa accadrà per il gran finale (che vi ricordo possiamo passare insieme allo Zoworking! Prenotate!!!).
Inspiegabilmente il fidanzato dell’Elia pensa di eludere le telecamere e bacia una single.
Solo che quando torna in camera è così ingrifato che racconta tutto a Amoruso. Pare un dodicenne alle prese col bagno ed i primi giornalini. Lo avrebbe infilato anche in un termosifone.
Quando gli ormoni danno al cervello, non ci si ricorda nemmeno di essere su canale 5.
Antonella ripete solo : “che schifo”. E mai parola fu più appropriata.
Pietro ha fatto un figlio, lascia una discendenza e pensa che questo basti a fare di lui un uomo decente.
I Sumeri erano più moderni.
Manila continua ad accusare Lorenzo di non volersi prendere delle responsabilità. Il saggio Amoruso non ci sta.
“Non me lo merito, le ho giurato amore sulla tomba di mio padre”.
Ora, diciamocelo, questo gigante innamorato, ci sta facendo sognare un po’ tutte. Anche perché poi va in riva al mare e sulle note de L’immensità guarda l’orizzonte.
Ci ricorda Mauro Di Francesco e “sei andata via Alina e chi se ne frega, chi se ne frega”.
E niente. Basta la colonna sonora giusta ed è un trionfo di lacrime.
Anna continua nella sua strategia, ma dai e dai, alla fine pare essere attratta davvero da Carlo. Lei continua a non piacerci. Concentrata solo su se stessa e ora anche leggermente eccitata, è tutto quello che non vorremmo vedere.
Andrea, svegliati, per carità di Dio. O ti ritroverai con dieci figlioli ed una carta di credito da strisciare come se non ci fosse un domani.
Antonio, che non azzecca un verbo nemmeno a pregare, sta appiccicato a Ilaria come una cozza. La single a parte piangere, fa poca cosa. Ma già il respiro è sufficiente per arrapare il partenopeo.
Lui le sussurra il suo numero di telefono, gioca ai bacini sotto le coperte ma quando Annamaria chiede il falò anticipato rimane interdetto.
Ilaria è in lacrime. Amoruso la manda via. Che Dio ce lo conservi.
In camicia blu lui, in rosso fuego lei, davanti a quell’opera d’arte di Filippo, Antonio e Annamaria al confronto sono la fiera delle ovvietà.
Lui dichiara di essere maturato.
Lei risponde: “m’hai uccis”.
Ci sentiamo tutte un po’ Annamaria che trema come una foglia.
La trasmissione finisce sul più bello.
Il rischio che lei lo perdoni è altissimo. E se lo facesse mi viene da dire che le corna non sono mai troppe.
Il reality dei sentimenti ci travolge ancora una volta. Si va a letto alle una, ma siamo felici.
Oggi, per espiare al peccato di avere visto della tv spazzatura, che ognuna di noi legga un libro a scelta
tra Pirandello, Philip Roth, o Hemingway. Che i moralisti de stocazzo, ci osservano. Non ce lo scordiamo.

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